Modern Film Scoring 2026 Il futuro della composizione per film inizia qui

«La musica è l’ultima voce del film»
Alessio Miraglia e il futuro
della composizione cinematografica

Il compositore pluripremiato, con crediti in OppenheimerToy Story 4 e The Sandman, porta a Bologna il corso intensivo più ambizioso d’Italia nel field del film scoring. Un mese per formare i compositori del domani.

C’è qualcosa di straordinariamente appropriato nel fatto che un corso di film scoring di alto livello si svolga nei Fonoprint Studios di Bologna, uno studio costruito nel 1976 all’interno delle mura di un convento del Quattrocento, dove hanno registrato Lucio Dalla, Vasco Rossi e Zucchero, e che oggi è certificato Dolby Atmos. Storia e tecnologia di frontiera nello stesso spazio. È esattamente la tensione creativa che Alessio Miraglia, compositore di fama internazionale, vuole trasmettere agli studenti del suo corso intensivo Modern Film Scoring.

Miraglia non ha bisogno di molte presentazioni in ambito professionale. Il suo curriculum è uno di quelli che si leggono due volte: crediti musicali in Oppenheimer di Christopher Nolan, Toy Story 4Batman v SupermanBeauty and the BeastLightyear e in show di Netflix come Sandman e Black Summer. Ha composto musica originale per Ferrari, ITA Airways, Pininfarina e Ford, e la colonna sonora del videogioco Fortnite per Dolce & Gabbana. Ha vinto per due volte l’Academy of Contemporary Music Award, assegnato dalla Carnegie Hall di New York.

È diplomato al Berklee College of Music in Music Production, Film Scoring e Music Supervision, ed è professionista certificato Avid Pro Tools per il Dolby Atmos.

Dal 1° al 24 giugno 2026, dal lunedì al sabato, un gruppo selezionato di compositori e music producer sara’ guidato attraverso un’immersione totale nel linguaggio musicale del cinema contemporaneo.

Lo abbiamo incontrato per parlare di questo progetto, di cosa significa formare la prossima generazione di compositori, e di dove sta andando la musica per immagini.


L’idea dietro Modern Film Scoring

Alessio, da dove nasce l’idea di questo corso intensivo a Bologna, e perché proprio ora?

Nasce da una constatazione che ho fatto lavorando a livello internazionale per oltre quindici anni: esiste un gap enorme tra quello che le scuole tradizionali insegnano, teoria, contrappunto, armonia, e quello che il mercato richiede davvero a un compositore nel 2026. Il cinema di oggi ha bisogno di figure ibride: qualcuno che conosca l’orchestrazione tradizionale ma sappia anche costruire un mock-up MIDI convincente, lavorare in Dolby Atmos, dialogare con un regista durante una spotting session, posizionare la propria musica nel mercato globale della sync e comprendere le implicazioni legali di un contratto di licensing. Ho voluto creare un programma che coprisse tutto questo, in modo intensivo e con una faculty internazionale di altissimo livello.

Perché Bologna, e perché i Fonoprint Studios?

Fonoprint è una scelta precisa, non casuale. Parliamo di uno studio con quarant’anni di storia alle spalle, un luogo dove la musica italiana si è formata davvero, e che oggi è certificato Dolby Atmos Music. È la combinazione che cercavo: un ambiente dove la tradizione si respira fisicamente, dotato però di infrastrutture di livello mondiale per il cinema contemporaneo. Gli studenti non entreranno in uno spazio didattico qualunque: entreranno in uno studio professionale a pieno regime.

Questo cambia tutto, cambia il modo in cui ci si percepisce come musicisti. Bologna, poi, è una città universitaria, colta, vivace, il contesto ideale per un’esperienza formativa totale.

«Gli studenti non entreranno in uno spazio didattico qualunque: entreranno in uno studio professionale a pieno regime. Questo cambia tutto, cambia il modo in cui ci si percepisce come musicisti.»

Il programma e la faculty internazionale

Il curriculum è molto articolato: dalle tecnologie avanzate allo studio della regia applicato alla composizione, dal diritto d’autore al marketing psicologico per pubblicita’. Come hai costruito questa struttura?

Ho pensato a ogni modulo come a una competenza che un compositore professionista usa concretamente nella propria carriera. Non si può più separare la composizione dalla produzione, né la produzione dalla comprensione del mercato. Un compositore che non conosce la sync, il licensing, o che non sa come parlare con un music supervisor, sta lavorando a metà. Abbiamo incluso anche la psicologia della musica, il sonic branding, la gestione e analisi dei dati musicali, perché oggi un compositore per Media deve capire le metriche di engagement, i trend sulle piattaforme, le logiche di placement.

La faculty include nomi di grande rilievo internazionale. Come hai costruito questo gruppo?

Ho contattato persone con le quali ho collaborato direttamente o che rispetto profondamente per il loro lavoro. Gianluca Bartolo, eccellente compositore e produttore, porta una sensibilità contemporanea nella scrittura orchestrale fondamentale. Maurizio Biancani di Fonoprint è uno dei sound engineer italiani più autorevoli. Enrico Capalbo, anch’egli Fonoprint, è una colonna della produzione professionale. Poi ci sono figure del diritto musicale come l’Avv. Stefania Cucca per i moduli su copyright e contrattualistica, e professionisti del settore sync e music supervision, Silvia Siano, Francesca Barone con un’esperienza di mercato che nessun manuale può sostituire.

avremo masterclass di livello assoluto con i docenti Pascale Haddad, Valentina Gerometta, Claudio Adamo, Giorgio Lilla.

Inoltre avremo l’onore di avere in presenza il Maestro Fabio Frizzi che portera’ la sua immensa esperienza e conoscenza.

Tim Starnes, recording engineer che ha collaborato in film come Lord of the rings, Avatar, King Kong, The Departed e tanti altri.

Ungiorno di registrazione orchestrale live in studio: cosa rappresenta per gli studenti?

Sono il cuore pulsante del corso. Puoi lavorare per mesi con le migliori librerie orchestrali del mondo, costruire mock-up straordinari, ma il momento in cui una partitura prende vita con musicisti reali in sala è un’esperienza che trasforma.

Gli studenti supervisioneranno le sessioni, lavoreranno sulle proprie composizioni, capiranno cosa funziona davvero sul podio e cosa suona diversamente da come lo avevano immaginato in digitale.

È la lezione più preziosa che possa esistere. Le registrazioni andranno direttamente nei loro portfolio, quattro produzioni complete che potranno presentare all’industria.

«Puoi costruire mock-up straordinari, ma il momento in cui una partitura prende vita con musicisti reali in sala è un’esperienza che trasforma. È la lezione più preziosa che possa esistere.»

Il mestiere del compositore nel cinema contemporaneo

Hai lavorato con produzioni come Oppenheimer, The Sandman, Lightyear, ecc. Cosa porta questa esperienza nell’aula?

Porta soprattutto una comprensione profonda di come funziona davvero quel processo. Lavorare nel dipartimento musicale o sonoro di film di quella scala non è come si immagina da fuori, è una macchina complessa, con gerarchie precise, tempi di revisione serratissimi, un dialogo costante tra compositori, orchestratori, music editor, sound designer, registi e produttori. Ho imparato cosa significa portare un’idea musicale dalla tastiera allo schermo, attraverso tutte le fasi della post-produzione.

Queste sono cose che non si trovano nei libri di testo, e che voglio trasmettere direttamente. Ogni aneddoto che porto in aula viene dall’esperienza reale, non da un caso di studio teorico.

Hai anche composto per brand come Ferrari e per videogiochi come Fortnite Dolce & Gabbana. Il sonic branding è sempre più rilevante nel programma di un compositore moderno?

Assolutamente. E non parlo solo di necessità economica, anche se è un mercato che offre opportunità significative. Parlo di qualcosa di artisticamente affascinante: costruire l’identità sonora di un brand è un esercizio di sintesi estrema.

Devi catturare l’essenza di un’azienda, di un prodotto, di un’aspirazione emotiva, in pochi secondi di musica.

È film scoring compresso al massimo. Chi sa fare sonic branding ha una capacità di sintesi comunicativa che lo rende un compositore migliore anche per il cinema.

Il corso include moduli dedicati a questo, audio branding, sonic branding, sviluppo di identità sonore, perché è parte integrante del profilo professionale che vogliamo costruire.

L’intelligenza artificiale nella composizione. C’è chi teme che l’AI possa ridurre il ruolo del compositore. Come guardi a questo tema?

È una domanda che mi viene posta continuamente, e capisco l’ansia. Ma la storia della musica è piena di rivoluzioni tecnologiche che all’inizio sembravano minacce: il sintetizzatore, il campionamento, il MIDI, le librerie orchestrali digitali.

Ogni volta, i compositori che hanno saputo integrare quelle tecnologie nel proprio linguaggio creativo sono diventati più potenti, non meno.

L’AI oggi permette di esplorare idee orchestrali in modo molto più rapido, di generare variazioni, di arricchire il processo creativo. Bisogna sopratutto mostrare come usarla mantenendo il controllo artistico. L’AI non ha nulla da dire. Tu hai qualcosa da dire, l’AI ti aiuta a dirlo più velocemente, o a trovare strade che altrimenti non avresti esplorato. Il controllo rimane sempre nella mano del compositore.

«L’AI non ha nulla da dire. Tu hai qualcosa da dire. L’AI ti aiuta a dirlo più velocemente, o a trovare strade che altrimenti non avresti esplorato. Il controllo rimane sempre nella mano del compositore.»

A chi si rivolge il corso

Chi è il candidato ideale per Modern Film Scoring? Ci sono prerequisiti di base?

Il corso è pensato per compositori e music producer che hanno già una base tecnica e vogliono fare il salto verso il livello professionale. Non è un corso per principianti assoluti, è intensivo, esigente, costruito su ritmi da 10 di mattina alle 17 del pomeriggio, sei giorni su sette. Il candidato ideale è qualcuno che ha già una padronanza degli strumenti digitali di base, che ha un DAW con cui lavora, che conosce la teoria musicale nel suo fondamento basilare, e che sente che gli manca qualcosa, la componente cinematografica, il workflow professionale, le connessioni internazionali, la comprensione del mercato.

I posti sono limitati e l’accesso è per selezione: questo garantisce un livello medio della classe molto alto, il che è un vantaggio enorme per tutti gli studenti.

Che cosa porterà a casa uno studente al termine delle tre settimane?

Porterà a casa quattro produzioni complete nel proprio portfolio, registrate in uno studio professionale. Porterà un attestato di partecipazione ufficiale. Porterà una rete di contatti, con colleghi, con professionisti del settore, con i docenti, che nel nostro industria vale oro.

Grazie alla collaborazione con Flipper Music, avrà anche la possibilità concreta di entrare nel roster per progetti di sync e licensing internazionale, con partner come Aulicus e APM. E porterà a casa la consapevolezza di aver vissuto un mese in un ambiente professionale reale, di aver registrato con musicisti veri, di aver lavorato fianco a fianco con chi fa questo lavoro a livello mondiale. Quella consapevolezza cambia la prospettiva su se stessi come artisti e come professionisti.

Un messaggio finale a chi sta valutando di candidarsi.

Se hai la sensazione che la tua musica meriti di arrivare più lontano, al cinema, alle serie tv, ai brand globali, ai videogiochi, ma senti che ti mancano gli strumenti, le connessioni, o semplicemente la visione chiara di come funziona quel mondo: questo corso è fatto per te. Non promettiamo scorciatoie, promettiamo lavoro serio in un contesto eccezionale.

Quello che costruiremo insieme in tre settimane a Bologna può cambiare la traiettoria della tua carriera.

La musica è l’ultima voce che il film acquisisce, e spesso è quella che rimane più a lungo nella memoria del pubblico. Vale la pena impararla bene.

Modern Film Scoring può contare su una rete di partner e sponsor di grande prestigio. Cosa rappresenta per il corso questo ecosistema di supporto?

Significa che gli studenti non lavorano con strumenti didattici di secondo ordine: lavorano con le stesse tecnologie che troveranno nei professionali studi di tutto il mondo. Audio Modeling ci mette a disposizione l’intera suite SWAM, i loro strumenti sono usati dai migliori compositori a livello internazionale per la qualità espressiva che nessuna libreria tradizionale riesce a eguagliare. ROLI porta le sue tecnologie MPE e i controller Airwave, che aprono dimensioni espressive completamente nuove nel controllo degli strumenti virtuali. Papritech con AirMotion introduce il controllo attraverso il respiro e il movimento, un approccio che cambia profondamente il modo di interagire con il suono in tempo reale. Sul fronte hardware e attrezzatura audio, Funky Junk, SISME e Audio-Technica garantiscono standard professionali di registrazione e monitoraggio. IK Multimedia contribuisce con il suo ecosistema di software ed hardware per mixing, mastering e produzione.

E poi c’è la partnership con la Cineteca di Bologna, un presidio culturale di fama mondiale, e con l’Orchestra Fondazione Luciano Pavarotti per le sessioni orchestrali live.

È un ecosistema che trasforma il corso da esperienza formativa a vera e propria immersione nell’industria. Ogni sponsor non è un logo: è una competenza, una tecnologia, un’opportunità professionale reale che gli studenti possono toccare con mano.


Modern Film Scoring 2026 

è promosso da Fonoprint s.r.l. e IVY Music School.

Il corso si svolge dal 1° al 24 giugno 2026, con orario 10:00–13:00 e 14:30–17:00, dal lunedì al sabato.

Posti limitati, accesso per selezione.

Per candidature e informazioni: 

www.modernfilmscoring.com

modernfilmscoring@gmail.com